Ho installato Proxmox su un vecchio computer portatile, all'interno ho inserito una VPN grazie ad un servizio di DDNS poiché non disponevo di un IP fisso. Successivamente ho configurato n8n, Nextcloud, Jellyfin... gestendo anche i backup incrementali settimanalmente.
Ho convertito un laptop obsoleto in un potente server virtualizzato utilizzando Proxmox VE, dando nuova vita a hardware che altrimenti sarebbe stato dismesso e riducendo significativamente i costi infrastrutturali.
Ho implementato un sistema di accesso remoto sicuro tramite VPN e servizio DDNS, permettendo la gestione completa dell'infrastruttura da qualsiasi posizione, superando le limitazioni dell'assenza di un IP pubblico statico.
L'architettura virtualizzata ospita diversi servizi self-hosted tra cui Nextcloud per la gestione documentale, n8n per l'automazione dei workflow e Jellyfin per lo streaming multimediale, tutti isolati in container separati per garantire sicurezza e stabilità.
Ho configurato un sistema di backup incrementali automatizzati con rotazione settimanale per garantire la continuità operativa e il disaster recovery, con storage ridondante per la massima affidabilità dei dati.
